Lasadh
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Chi è Lasadh

Spero non vi aspetterete una sua biografia. Da quando ho iniziato a preparare queste pagine gli avrò chiesto almeno cento volte di scrivermi qualche cosa come sua presentazione, ma non mi ha mai dato nulla. Mi ha chiesto, invece, di impegnarmi a non dare a nessuno il suo vero nome oppure il suo indirizzo. Così, alla fine, ho deciso di scrivere io qualche cosa su di lui.

Credo di non conoscere una persona più misteriosa sui suoi affari personali di Lasadh. Non pensate ad un vecchio con la barba o ad un eccentrico eremita: è una persona normalissima che per vivere svolge un normale lavoro. Forse un indizio è il fatto che vive in un vecchio maso ristrutturato in una delle contrà ai piedi delle piccole dolomiti. Ma sono in molti ad avere riscoperto il fascino di una casa in pietra avvolta nella natura.

Per anni ho pensato che fosse solo un amante della montagna ed un profondo conoscitore di piante ed erbe.

Quando ci siamo conosciuti io ero a quattro zampe su un prato con la testa sotto ad un cespuglio. "Lo sa che non si devono raccogliere i fiori, vero?" mi apostrofa una voce dal sentiero vicino. Mi rialzo, mostrando che non avevo mazzi di fiori in mano. "Non li stavo raccogliendo - rispondo indicando verso il cespuglio - lì c'è una nigritella. Stavo annusandola. Si tratta di una piccolissima orchidea ed ha un buonissimo profumo di vaniglia. E' un fiore raro e protetto."

Sorrido nel ricordare come lui abbia cortesemente ascoltato la mia spiegazione su quel fiore. Poi siamo arrivari assieme al rifugio e, chiacchierando, è nata la nostra amicizia.

Quando andavo a camminare sulle montagne attorno a casa sua lo incontravo abbastanza spesso ed un po' alla volta ho imparato a conoscerlo. Ma, più lo conoscevo, più mi sembrava misterioso. Più ti avvicini al nocciolo di certe conoscenze, più diventano sfuggenti le sue risposte.

A volte ho provato a punzecchiarlo dicendogli che la mia mentalià scientifica mi impedisce di credere a certe cose che lui afferma. Gli dico che vorrei vedere qualche prova "misurabile" di certe affermazioni, ma la risposta che ho sempre ottenuto è variata al massimo tra una risata ed un sorriso.

Però, la volta che mi ero scottata al sole peggio di un peperone e che, incontrandolo sul sentiero del ritorno, mi ha finalmente fatto vedere dove abita, mi ha dato un olio che sulle scottature ha fatto miracoli. "Olio di che cosa?", gli ho chiesto. "Di fiori" è stata la sua sintetica risposta.

Credo che l'unica ragione per la quale ora mi sta dando questo materiale per la pubblicazione sia la garanzia di anonimato che può offrire internet assieme al grande interesse che le pagine sui celti hanno suscitato.

 

 

 
 
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